Acquedotti
2019
Soddisfare la domanda in una regione impegnativa
Il Mar Morto in Israele è una meraviglia naturale che attira ogni anno migliaia di turisti. È uno dei bacini d’acqua più salati al mondo — tanto che si può galleggiare, ma non si può bere la sua acqua. Poiché la qualità e la quantità delle fonti di acqua potabile nell’area continuano a diminuire, la domanda continua ad aumentare — sia da parte della crescente industria alberghiera che dall’agricoltura. L’impianto del serbatoio regionale di Tzafit, situato a circa 60 chilometri dalla principale zona turistica del Mar Morto con la riserva del deserto della Giudea nel mezzo, è stato proposto come fonte alternativa di acqua potabile per la regione.
Fornire acqua affidabile al Mar Morto
Portare l’acqua dal serbatoio regionale di Tzafit ha comportato una serie di complesse sfide ingegneristiche. Il serbatoio si trova a circa 60 chilometri dalla principale zona turistica del Mar Morto, con la riserva del deserto della Giudea nel mezzo. Per preservare la riserva naturale, la condotta doveva essere interrata e non poteva essere accessibile per manutenzione e riparazioni.
La differenza di quota di 830 metri tra il serbatoio regionale di Tzafit e il Mar Morto ha richiesto una soluzione unica in grado di ridurre la pressione a monte di 83 bar a una pressione a valle di 5 bar. La riduzione della pressione doveva avvenire con una portata molto variabile, da 50 a 1200 m3/h, e in uno spazio molto ristretto.
Per realizzare questo progetto estremamente impegnativo, la società nazionale israeliana di approvvigionamento idrico Mekorot doveva trovare un’azienda di soluzioni idriche con esperienza, in grado di creare una soluzione chiavi in mano e risolvere queste grandi sfide. Dopo un’attenta valutazione, Mekorot ha scelto Bermad.
Sistema di Riduzione Pressione Multi-Branca Ingegnerizzato
Gli ingegneri BERMAD hanno iniziato a progettare una soluzione che tenesse conto di molteplici sfide progettuali, inclusa l’operatività remota della stazione. Era necessario coprire l’intero intervallo di portata richiesto e prevenire qualsiasi aumento improvviso di pressione nei 54 chilometri della condotta principale marginale programmata, che opera a velocità fino a 2,7 m/s. Per superare questa sfida, la stazione di riduzione pressione è stata suddivisa in cinque branche parallele. Ogni branca è dotata di una valvola di scarico rapido della pressione a valle di ciascun stadio di riduzione, che aumenta anche la ridondanza e garantisce il funzionamento continuo.
Il progetto chiavi in mano ha incluso:
- Approvvigionamento e personalizzazione di dispositivi e componenti idonei, inclusi valvole di controllo autoazionate, trappole per pietre e valvole di scarico pressione per l’utilizzo in scenari ad alta pressione (PN-100) e anche in caso di interruzione di corrente.
- Progettazione e implementazione di un sistema che:
- Previene danni da cavitazione, vibrazioni e livelli di rumorosità operativa, attesi in tali rapporti di regolazione della pressione.
- Regola e monitora le portate fornite agli hotel e al serbatoio di Ein Bokek
- Rileva malfunzionamenti delle apparecchiature, isola le branche difettose ed esegue calcoli di bilancio idrico confrontando la fornitura dal serbatoio Tzafit con il consumo effettivo negli hotel.
- Gestisce le variazioni di pressione in ingresso utilizzando valvole di riduzione proporzionali che funzionano solo quando necessario.
- Esecuzione di tutte le attività secondo gli standard e le specifiche Mekorot, sotto stretta supervisione, inclusi controlli con raggi X, ultrasuoni e ispezioni interne delle tubazioni.
I Risultati
Bermad ha progettato e realizzato l’intero progetto in sei mesi. Il sistema ha tenuto conto del particolare design tridimensionale dell’area limitata assegnata al progetto, concentrandosi anche sulla sicurezza, nonché sulla facilità di utilizzo e manutenzione.
Nel maggio 2017, dopo approfonditi test statici e dinamici, Bermad ha consegnato il progetto ai dipendenti di Mekorot, che hanno seguito anche una formazione teorica e pratica in loco. Il sistema è ora operativo con successo ed è controllato da remoto dal Centro di Comando e Controllo Mekorot di Beersheva, situato a 100 km di distanza.